
Come è nata Erranza ASD — Henri Olama racconta la storia vera
C’è una domanda che mi viene fatta spesso, di solito dopo una lezione, mentre si raccolgono i sacchi e si salutano i bambini all’uscita.
“Ma Henri — come è nata questa cosa?”
Questa cosa. Erranza. Quasi vent’anni di lezioni, saggi, famiglie, lacrime di gioia e di fatica. Rispondo sempre con una storia, mai con una data. Oggi ve la racconto qui, per intero.
Tutto inizia con una convinzione, non con un progetto
Arrivo in Italia dalla regione Centro-Sud del Camerun — da Ngomedzap, da Mbalmayo, da una famiglia numerosa in cui la musica era ovunque. Gli zii avevano una piccola orchestra di xilofoni tradizionali. Da bambino li accompagnavo senza che nessuno me lo chiedesse. La musica non si imparava: si respirava.
Arrivo a Milano, studio, poi comincio a insegnare all’università. Alla scuola del professor Duccio Demetrio — uno dei più importanti teorici dell’educazione degli adulti in Italia — affinisco una convinzione che diventerà il fondamento di tutto quello che costruirò dopo: il corpo precede le parole. Prima ancora di trovare una lingua comune, le persone si capiscono attraverso il movimento, il ritmo, il gesto.
Quella convinzione non era teorica. Era vissuta. Veniva da una cultura in cui la danza non è spettacolo. È comunicazione.
2000–2003: Bicocca, e la nascita di un nome
Tra il 2000 e il 2003 sono all’Università degli Studi di Milano-Bicocca. Prima come assistente di Pedagogia Interculturale, poi come docente titolare di Musica e Arti Visive. È qui, in quegli anni, che il concetto di Erranza prende forma — non come nome scelto a tavolino, ma come pratica vissuta insieme ad altri.
Nel 2002 nascono le Giornate Interculturali Bicocca, un progetto ideato dalla professoressa Mariangela Giusti per promuovere il dialogo tra culture attraverso l’arte e la pedagogia. Fin dalla prima edizione sono membro del comitato organizzativo — non solo come docente, ma come co-ideatore e coordinatore operativo.
È in quel contesto che nasce il Gruppo Erranza: un collettivo di studenti tirocinanti che seleziono, formo e guido come unità creativa delle Giornate. Un gruppo citato nei programmi ufficiali come co-organizzatore. Erranza, in quel momento, non era ancora un’associazione. Era un metodo. Un modo di stare nell’incontro tra culture: non con la rigidità di chi ha già le risposte, ma con l’apertura di chi vuole esplorare insieme. Camminare senza aver già deciso la destinazione.
1999–2008: il lavoro sul campo
In parallelo all’università, per quasi un decennio lavoro come formatore in educazione interculturale in oltre trecento scuole italiane. Porto in classe i simboli Adinkra dei popoli Akan dell’Africa occidentale, la musica etnica come ponte tra culture, il corpo come spazio di dialogo tra storie diverse.
Vedo cosa succede quando si abbassa la guardia. Quando i bambini smettono di classificarsi in “italiano” e “straniero” e cominciano semplicemente a muoversi insieme.
Funziona. Funziona sempre.
E capisco, lezione dopo lezione, che mancava un posto fisso. Un luogo in cui quella pratica non fosse un intervento temporaneo, ma una comunità stabile, radicata in un territorio.
2008: da Bicocca a Canonica d’Adda
Nel 2008 quello che era nato come collettivo universitario diventa formalmente l’Associazione Sportiva Dilettantistica Erranza, a Canonica d’Adda. La scelta del territorio non è casuale: non le grandi città, non i centri culturali già saturi. Un territorio di famiglie, di tradizione — e ancora spazio per costruire qualcosa di nuovo.
La prima sala era piccola. Le prime allieve erano poche. Ma il metodo era già chiaro, perché veniva da anni di pratica reale: qui non si viene a dimostrare. Si viene a scoprire. Nessuna gara. Nessun confronto. Nessun corpo sbagliato.
Quasi vent’anni dopo
Oggi Erranza ha due sedi, undici corsi, centinaia di allieve e allievi che sono passati da questa sala. Alcune le vedo ancora ogni settimana. Alcune portano già i loro figli.
Non ho mai promesso gambe perfette o corpi da copertina. Ho promesso qualcosa di più difficile da trovare: un posto dove sentirti a casa.
Quella promessa è la stessa di oggi. È la stessa del Gruppo Erranza, Bicocca, 2002.
“Il corpo è il primo linguaggio che tutti condividiamo. Prima delle parole, prima della cultura, c’è il movimento.” — Henri Olama
Se sei curiosa di quello che facciamo, la prima lezione è gratuita. Vieni a vederlo con i tuoi occhi.
→ Scopri la nostra storia e il nostro metodo https://www.erranza.com/chi-siamo/
