Latest Posts

    Sorry, no posts matched your criteria.

Blog

Home  /  Riflessioni di Henri   /  Corpo consapevole: cosa significa davvero ballare senza giudizio
Corpo-consapevole-cosa-significa-davvero-ballare-senza-giudizio

Corpo consapevole: cosa significa davvero ballare senza giudizio

Corpo consapevole. Lo diciamo spesso, qui da Erranza. Lo scriviamo sul sito, lo ripetiamo nelle lezioni. Ma cosa significa, concretamente, quando si è in sala con dodici persone e la musica che inizia?

Me lo sono chiesto per anni. Poi ho smesso di chiederlo e ho iniziato a osservare.

Cosa non è il corpo consapevole

Non è flessibilità. Non è tecnica perfetta. Non è nemmeno rilassamento nel senso vago con cui quella parola viene usata. Il corpo consapevole è qualcosa di più sottile e, paradossalmente, più difficile da raggiungere nella nostra cultura: è la capacità di muoversi senza dover dimostrare qualcosa a nessuno. Nemmeno a se stessi.

La maggior parte delle persone che varcano la porta di Erranza per la prima volta portano con sé lo stesso bagaglio invisibile: il giudizio interiorizzato. “Non sono abbastanza flessibile.” “Ho il ritmo sbagliato.” “Sono troppo rigida, troppo vecchia per farlo.”

Questa voce interiore non arriva dalla danza. Arriva da una società che ha trasformato il corpo in un progetto da ottimizzare continuamente.

Cosa succede quando si smette di ottimizzare

Me lo ricordo ogni volta che vedo accadere in sala. Una donna che nelle prime lezioni tiene le braccia vicine al corpo, gli occhi che controllano gli altri, il respiro corto. Poi — di solito attorno alla terza o quarta settimana — qualcosa cambia. Le braccia si aprono. Lo sguardo si volta verso l’interno invece che verso lo specchio. Il respiro scende.

Non è un momento drammatico. Non lo riconosci sempre subito. Ma quando lo vedi, sai esattamente cos’è: il giudizio si è allentato.

E in quel momento si sente il corpo. Davvero sentirlo — non come strumento di performance, ma come casa. Quella sensazione che i tuoi piedi reggono il tuo peso. Che la tua schiena si distende. Che il respiro ha uno spazio.

Sembra banale. Non lo è. Per molte allieve che conosco, ci vogliono settimane prima che arrivi. Per alcune, mesi. Ma arriva sempre.

Il ruolo del docente: accompagnare, non correggere

Uno dei principi fondativi di Erranza è che i nostri docenti non insegnano solo tecnica: accompagnano un processo. La differenza è enorme.

Un docente che insegna tecnica corregge. Un docente che accompagna osserva, suggerisce, crea le condizioni perché ogni persona trovi il suo ritmo. Non significa che la tecnica non esista — esiste, e si lavora con serietà. Ma la tecnica è al servizio della persona, non il contrario.

Questo approccio viene direttamente dalla pedagogia di Duccio Demetrio, con cui mi sono formato: l’apprendimento autentico è sempre esperienziale. Si impara facendo, sentendo, sbagliando — non eseguendo correttamente a comando.

Perché questa scelta è ancora rara

Nel mondo della danza e del fitness esiste ancora una cultura della performance che stenta a tramontare. La gara, il confronto, il corpo ideale da esibire. Noi abbiamo scelto deliberatamente un’altra strada: il movimento come linguaggio, come cura, come incontro autentico tra persone.

Non promettiamo corpi da copertina. Promettiamo qualcosa di più difficile da trovare: uno spazio dove abitare la propria pelle senza chiedere il permesso a nessuno.

“Non insegniamo la perfezione. Accompagniamo la scoperta.”

Se questa visione ti risuona, la prima lezione è sempre gratuita. Senza impegno, senza aspettative, senza dover dimostrare niente.

→ Scopri i corsi per adulti https://www.erranza.com/corsi/adulti/

POST A COMMENT